Regolamento imballaggi (PPWR) e stop ai claim "green": cosa cambia dal 27 settembre
Ad agosto vi abbiamo spiegato come prepararsi al nuovo regolamento imballaggi europeo (PPWR). Oggi non si parla più di preparazione: le regole sono operative. A settembre se ne aggiunge un'altra che riguarda da vicino chiunque stampi qualcosa su un imballaggio.
Vediamo in modo pratico cosa cambia e come muoversi.
1. Regolamento imballaggi: il PPWR non è più "in arrivo", è in applicazione
Dal 12 agosto 2026 il Regolamento (UE) 2025/40 (PPWR) è in applicazione, con nuovi requisiti di sostenibilità, etichettatura e conformità lungo tutto il ciclo di vita degli imballaggi.
La differenza rispetto al passato è sostanziale. Il PPWR è un regolamento e non una direttiva: si applica direttamente e allo stesso modo in tutti gli Stati membri, senza bisogno di recepimento nazionale.
Non tutto scatta subito. Le tappe principali sono queste:
Oggi: conformità documentale degli imballaggi immessi sul mercato.
Dal 2028: etichettatura armonizzata UE obbligatoria, salvo slittamento legato agli atti di esecuzione.
Dal 2030: classi di riciclabilità A/B/C, contenuto minimo di riciclato, restrizioni su alcuni monouso e limite del 50% di spazio vuoto negli imballaggi.
2. Dal 27 settembre non basta più scrivere "eco"
Il 27 settembre 2026 è la data da segnare. Il D.Lgs. 30/2026 recepisce la Direttiva (UE) 2024/825 e modifica il Codice del consumo; le nuove disposizioni si applicano dal 27 settembre.
In pratica, parole come "eco-friendly", "green", "sostenibile" o "a impatto zero", se usate senza una prova tecnica specifica e verificabile, diventano pratiche commerciali sleali sanzionabili. Anche la compensazione delle emissioni non basta più: le certificazioni di carbon neutrality basate anche solo in parte su offsetting non sono più conformi.
E non riguarda solo la scatola: le regole interessano anche etichette, siti web, cataloghi e pubblicità.

3. "Io lavoro in B2B, mi riguarda?"
Sì, anche se in modo indiretto. La norma tutela i rapporti tra imprese e consumatori, ma sarebbe un errore considerarla irrilevante per chi lavora nel B2B. Se il vostro prodotto arriva al consumatore finale, anche l'imballaggio che acquistate da noi ci arriva. I claim stampati sopra sono quindi responsabilità vostra.
4. Cosa fare adesso: una checklist in 5 punti
Rivedete i testi stampati su scatole, buste, etichette e nastri personalizzati. Eliminate i claim generici o sostituiteli con dati precisi, per esempio "cartone con X% di fibra riciclata" invece di "imballo ecologico".
Chiedete al fornitore la documentazione su materiali, composizione e riciclabilità. Senza carte, un claim non si può difendere.
Controllate anche sito, cataloghi e schede prodotto, non solo il packaging fisico.
Ripensate i formati: ridurre il vuoto e il materiale in eccesso oggi fa risparmiare, e dal 2030 sarà un obbligo.
Pianificate le ristampe: se dovete rifare impianti di stampa, conviene farlo una volta sola tenendo conto già delle regole in arrivo.
Come vi aiutiamo
In Colonna Packaging affianchiamo le aziende nella scelta di imballaggi conformi. Vi aiutiamo a:
ottimizzare formati e grammature di scatole e materiali di protezione;
recuperare dai produttori la documentazione tecnica sui materiali;
rivedere i testi da stampare su scatole, buste e nastri personalizzati, prima di andare in produzione.
Avete imballaggi personalizzati in ristampa nei prossimi mesi? Contattateci: è il momento giusto per verificarli insieme.
Per altri approfondimenti sui nostri articoli, consultate il nostro sito www.colonnapackaging.it
Questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una consulenza legale sul singolo caso.


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